I francobolli di Michele

I francobolli di Michele

Erano passati alcuni anni dall’ultimo nostro incontro, qualche incomprensione e forse troppe cose non dette ci avevano allontanato l’uno dall’altro, quando un giorno Michele mi chiama al telefono ed in modo diretto e con pochi preamboli mi domanda : “mi accompagneresti a Torino da Bolaffi ?”.

Io fui felice di sentire di nuovo la sua voce ed entusiasta della proposta di tornare nella città dove avevo studiato e preparato la tesi di laurea in architettura proprio sul “Progetto Pesaro Colore” del 1978-79 di Michele Provinciali.

In compagnia di Enzo Biffi Gentili, critico d’arte e gallerista, ci recammo alla Bolaffi Editore, al centro di Torino in Via Cavour 17, dove Michele ebbe un breve ma intenso colloquio, assai critico e acceso, con il signor Alberto Bolaffi in persona, in una grande stanza blindata, piena zeppa di oggetti di valore, tra qualche “pezzo di Luna” e “la tuta di Neil Armstrong”. 

La questione verteva su alcune stampe litografiche di francobolli giganti e sopratutto si focalizzò polemicamente su di uno di loro, quello che riproduceva un elefantino rosa. 

Michele voleva infatti proporre alla Bolaffi l’acquisto di una serie di queste stampe che erano state realizzate per l’Atelier “il Paravento” di Montecatini Terme in società con l’amico Sandro Sartoni, prematuramente scomparso, con il quale anni prima aveva condiviso il marchio “Frank Soriano illuminazione” come socio e art-director.

Ma al termine del colloquio, Alberto Bolaffi non accettò di acquistare quelle stampe, sia pure ben realizzate ed in tiratura limitata, nonostante la presentazione di Michele fosse stata rigorosa e puntuale.

In compenso però, per ringraziarci della visita, oltre a regalarci alcuni gadget e cataloghi Bolaffi, prese un foglietto e di suo pugno autografò un buono pranzo al famoso ed esclusivo ristorante di Torino “Del Cambio” in Piazza Carignano, foglietto che per qualche istante ebbi tra le mie mani e che custodii come una preziosa pergamena.

Ma quando fummo fuori, Michele mi chiese di avere quel foglietto ed in un attimo lo strappò facendone coriandoli.

Era la sua definitiva risposta ad Alberto Bolaffi dimostrando con quel gesto una parte del suo vero carattere, orgoglioso e passionale.

Poco tempo dopo quei francobolli, dalla lastra litografica usata come matrice, diventarono tridimensionali, in gres, grazie all’arte ed al mestiere di Franco Bucci e forse a questo punto Alberto Bolaffi vedendoli avanti a se ne vorrebbe almeno uno, anche se sono certo che questa volta sarebbe Michele a dirgli di no.

Con il passare degli anni molte di quelle stampe furono da Michele regalate agli amici ed alle persone con le quali ha condiviso gli ultimi anni di Vita e di Lavoro, come segno di stima, di riconoscenza e di affetto, un ricordo che anch’io conservo gelosamente tra le mie cose più care.

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